The day after Roswell!

Pubblicato: febbraio 21, 2011 in UFO

Il giorno dopo Roswell è un libro scritto dal defunto Philip J. Corso un Colonnello Americano che afferma di essere stato diretto protagonista dei fatti precedenti alla caduta dell Ufo su Roswell e di aver contribuito ad insabbiare altre anomalie extraterrestri intercorse nel nostro pianeta da meta del 900.

Ho iniziato a leggere il libro per aiutarmi col mio percorso di studi di lingua inglese e devo dire che ci sono notevoli dichiarazioni a mio avviso interessanti come i vari insabbiamenti e la retroingneria aliena su vari resti di UFO con cui gli umani hanno potuto interegire nel corso del secolo.

Brevemente, per quanto riguarda lo schianto di Rosweel lui afferma che durante il fatto lui non si trovasse li, ma fosse di stanza a Fort Riley dove era ufficiale di picchetto, cioè l’addetto ai vari turni di guardia dei soldati presenti nel forte, mentre faceva il suo solito giro di controllo nella base, un soldato riferi a Corso che erano state scaricate delle casse molto particolari all’interno di un Hangar in attesa di essere trasferite presso un altra base operativa, cosi decidendo di avere più chiarezza in merito, entro nella stanza dove era stato stipato il materiale, e li venne a contatto per la prima volta con degli extraterrestri deceduti in seguito allo schianto su Roswell.

La descrizione che traccia è la tipica descrizioni degli Alieni , detti “grigi” consiglio a tutti la lettura perchè Corso ha ricoperto incarichi militari di altissimo livello ed è difficilmente screditabile…

A mio avviso la piu grande scoperta del secolo

Pubblicato: gennaio 7, 2011 in UFO

Oggi ho appreso una notizia che personalmente ritengo essere una vera bomba.

Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l’interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati. Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? – dal 160000 al 200000 a.C.!
La regione è un po’ remota e i “cerchi” sono stati spesso visti dagli agricoltori locali e dagli indigeni, in passato. Ma, stranamente, nessuno s’è mai preso la briga di informarsi su chi potrebbe averli fatti o quale età potessero avere.
La situazione è cambiata quando se ne è occupato il ricercatore Michael Tellinger, in collaborazione con Johan Heine, un vigile del fuoco locale e pilota che aveva osservato queste rovine negli anni, sorvolando la regione. Heine aveva il vantaggio unico di vedere il numero e la portata di queste strane fondazioni di pietra e sapeva che il loro significato non era apprezzato.

Quando Johan per primo mi ha fatto conoscere le antiche rovine di pietra dell’Africa australe, non avevo idea delle incredibili scoperte che ne sarebbero seguite, in breve tempo. Le fotografie, i manufatti e le prove che abbiamo accumulato puntano senza dubbio ad una civiltà perduta e sconosciuta, visto che precede tutte le altre – non di poche centinaia d’anni, o di qualche migliaio d’anni… ma di molte migliaia d’anni. Queste scoperte sono così impressionanti che non saranno facilmente digerite dall’opinione ufficiale, dagli storici e dagli archeologi, come abbiamo già sperimentato. E’ necessario un completo mutamento di paradigmi nel nostro modo di vedere la nostra storia umana“. – Tellinger

Dove è stata compiuta la scoperta
L’area è importante per una cosa che colpisce subito – l’oro. “Le migliaia di antiche miniere d’oro scoperte nel corso degli ultimi 500 anni, indicano una civiltà scomparsa che ha vissuto e scavato per l’oro in questa parte del mondo per migliaia d’anni”, dice Tellinger. “E se questa è in realtà la culla del genere umano, possiamo star guardando le attività della più antica civiltà sulla Terra“.

Per visualizzare il numero e la portata di queste rovine, vi suggerisco di utilizzare Google-earth e iniziare con le seguenti coordinate:
Carolina – 25 55’53, 28″S / 30 16′ 13, 13″ E
Badplaas – 25 47’33, 45″S / 30 40′ 38, 76″ E
Waterval – 25 38’07, 82″S / 30 21′ 18, 79″ E
Machadodorp – 25 39’22, 42″S / 30 17′ 03.25” E

Quindi eseguite una ricerca a volo radente all’interno dell’area formata da questo rettangolo. Semplicemente stupefacente!
L’oro ha giocato un certo ruolo sulla densità di popolazione che un tempo viveva qui? Il sito si trova a circa 150 miglia da un ottimo porto, il cui commercio marittimo potrebbe avere contribuito a sostenere una popolazione così importante. Ma ricordate che stiamo parlando di quasi 200000 anni fa!
Le singole rovine sono in gran parte costituite da cerchi di pietre. La maggior parte sono stati sepolti sotto la sabbia e sono visibili soltanto dal satellite o dall’aereo. Alcuni sono stati esposti, quando il cambiamento climatico ha soffiato via la sabbia, rivelando le mura e le fondamenta.

Mi vedo come una persona di mente aperta, ma devo ammettere che mi ci è voluto oltre un anno per digerire la scoperta e per capire che abbiamo realmente a che fare con le strutture più antiche mai costruite dall’uomo sulla Terra. Il motivo principale di ciò è che ci hanno insegnato che nulla di significativo è mai venuto dal Sud Africa. Che le civiltà più potenti sono apparse in Sumeria e in Egitto e in altri luoghi. Ci viene detto che fino all’insediamento del popolo BANTU, proveniente da nord, che dovrebbe avere avuto inizio nel secolo XII d.C., questa parte del mondo era piena di cacciatori-raccoglitori, e che i cosiddetti Boscimani non hanno fornito alcun contributo importante alla tecnologia o alla civiltà“. – Tellinger

Una storia ricca e variegata
Quando i primi esploratori incontrarono queste rovine, davano per scontato che fossero recinti per il bestiame realizzati da tribù nomadi, come il popolo bantu, che si spostò verso sud e si stabilì in questa terra intorno al sec. XIII. Non si conoscevano le testimonianze storiche di nessuna civiltà precedente, più antica, in grado di costituire una comunità così densamente popolata. Poco sforzo fu stato fatto per indagare il sito perché la collocazione storica delle rovine non era per nulla nota.
Negli ultimi 20 anni, persone come Cyril Hromnik, Richard Wade, Johan Heine e una manciata d’altri hanno scoperto che queste strutture in pietra non sono ciò che sembrano essere. In realtà questi sono ora ritenuti i resti di antichi templi e osservatori astronomici di antiche civiltà perdute, che risalgono a molte migliaia di anni fa.
Queste rovine circolari sono distribuite su una vasta area. Possono solo essere veramente apprezzate dal cielo o attraverso immagini satellitari. Molte di loro sono quasi completamente erose o sono state coperte dai movimenti del suolo fatti per l’agricoltura lungo il tempo. Alcune sono sopravvissute abbastanza bene da rivelare le loro grandi dimensioni, con alcuni muri originali in piedi, sino a quasi 2 metri d’altezza e oltre un metro di larghezza, in alcuni luoghi. Guardando la metropoli intera, diventa evidente che si trattava d’una comunità ben progettata, sviluppata da una civiltà evoluta. Il numero di antiche miniere d’oro suggerisce la ragione per cui la comunità si trovava in questa posizione. Troviamo le strade – alcune si estendono per un centinaio di miglia – che collegavano la comunità e l’agricoltura a terrazzamenti, molto simili a quelli trovati negli insediamenti Inca in Perù.
Ma una domanda necessita una risposta – come potrebbe tutto questo essere stato realizzato dagli esseri umani 200.000 anni fa?

La datazione del sito
Trovare i resti di una grande comunità, con ben 200000 persone che vivevano e lavoravano insieme, è stata una scoperta importante in sé. Ma la datazione del sito ha costituito un problema. La patina pesante sulle pareti di roccia suggeriva che le strutture dovessero essere molto vecchie, ma la scienza della datazione tramite la patina è solo in fase di sviluppo ed è ancora controversa. La datazione col carbonio 14 di sostanze organiche, come il legno bruciato, è alterata dalla possibilità che gli esemplari possano aver subito incendi recenti dell’erba circostante, che sono comuni nella zona.

La svolta arrivò inaspettatamente. Ecco come Tellinger la descrive:
“Johan Heine scoprì il Calendario Adam nel 2003, quasi per caso. Andava a cercare uno dei suoi piloti che si era schiantato con l’aereo sul bordo dell’altopiano. Accanto al luogo dello schianto Johan notò un gruppo molto strano di grosse pietre, sporgenti dal terreno. Mentre portava in salvo il pilota ferito da circa 20 metri sotto il bordo della rupe, Johan si avvicinò ai monoliti e subito si rese conto che erano allineati ai punti cardinali della Terra – nord, sud, est e ovest. C’erano almeno tre monoliti allineati verso il sorgere del sole, ma sul lato ovest dei monoliti allineati c’era un misterioso buco nella terra – mancava qualcosa.
Dopo settimane e mesi di misurazioni e di osservazioni, Johan concluse che le rocce erano perfettamente allineate con il sorgere e il tramonto del sole. Determinava i solstizi e gli equinozi. Ma il misterioso buco nel terreno era rimasto come un grande puzzle. Un giorno, mentre pensava alla ragione di quel foro, l’esperto locale di piste a cavallo, Christo, arrivò a cavallo e spiegò rapidamente a Johan che c’era una pietra dalla strana forma, che era stata rimossa dal luogo qualche tempo prima. Apparentemente era da qualche parte vicino all’ingresso della riserva naturale.
Dopo una lunga ricerca, Johan trovò la pietra antropomorfica (di forma umanoide). Era intatta e con orgoglio recava una targa, attaccata ad essa. Era stata utilizzata dalla Fondazione Blue Swallow per commemorare l’apertura della riserva Blue Swallow nel 1994. L’ironia è che era stata rimossa dal sito antico più importante trovato fino ad oggi, e misteriosamente era ritornata alla riserva – per motivi leggermente diversi.
La posizione esatta del calendario è indicata nel sito http://www.makomati.com. I primi calcoli dell’età del calendario sono stati effettuati in base al sorgere di Orione, una costellazione conosciuta per le sue tre stelle luminose che formano la “cintura” del mitico cacciatore.
La Terra oscilla sul suo asse e quindi le stelle e le costellazioni cambiano il loro angolo di presentazione nel cielo notturno, in base alla congiuntura. Questa rotazione, denominata precessione, completa un ciclo ogni 26000 anni ca.
Se possiamo stabilire quando le tre stelle della cintura di Orione erano posizionati in orizzontale contro l’orizzonte, possiamo stimare il momento in cui le tre pietre del calendario erano in linea con queste stelle visibili.
Il primo calcolo approssimativo fu di almeno 25000 anni fa. Ma le misure nuove e più precise tendevano ad aumentare l’età. Il calcolo successivo è stato compiuto da un maestro archeo-astronomo, che vuole rimanere anonimo, per paura del ridicolo dalla Fraternità accademica. Il suo calcolo si è basato sul sorgere di Orione e ha suggerito un’età di almeno 75000 anni. Il calcolo più recente e più preciso, fatto nel giugno del 2009, suggerisce un’età di almeno 160000 anni, sulla base del sorgere apparente di Orione all’orizzonte – ma anche dell’erosione delle pietre di dolerite trovare sul sito.
Alcuni pezzi dei marcatori di pietra sono rotti e giacciono per terra, esposti all’erosione naturale. Quando i pezzi sono stati rimessi insieme, circa 3 cm di pietra era già stato portati via. Questi calcoli hanno aiutato a valutare l’età del sito dal calcolo del tasso d’erosione della dolerite.

Chi ha fatto la metropoli? Perché?
Sembrerebbe che gli esseri umani abbiano sempre apprezzato l’oro. È anche menzionato nella Bibbia, che descrive i fiumi del Giardino dell’Eden:
Genesi 2:11 – Il nome del primo [fiume] è Pishon; scorre intorno a tutto il paese di Havilah, dove c’è l’oro.
Il Sud Africa è conosciuto come il più grande paese produttore di oro al mondo. La più grande zona di produzione d’oro del mondo è il Witwatersrand, la stessa regione dove l’antica metropoli si trova. Infatti nelle vicinanze di Johannesburg, una delle città più note del Sud Africa, è anche un luogo chiamato “Egoli”, che significa la città d’oro.
Sembra molto probabile che l’antica metropoli sorgesse a causa della sua vicinanza con l’offerta d’oro più grande del pianeta. Ma perché gli antichi lavoravano così alacremente nelle miniere d’oro? Non si può mangiare. E’ troppo tenero da utilizzare per la produzione di utensili. Non è molto utile per qualsiasi cosa, tranne gli ornamenti e la sua bellezza fisica è pari con altri metalli come il rame o l’argento. Perché mai l’oro divenne così importante per i primi Homo sapiens?
Per cercare la risposta, abbiamo bisogno di guardare al periodo storico in questione – 160000 a 200000 anni a.C. – e scoprire ciò che stava accadendo sul pianeta Terra.

Com’erano gli esseri umani 160000 anni fa?
Possiamo rintracciare l”uomo moderno, l’Homo sapiens, ossia i nostri antenati, indietro nel tempo, verso un punto in cui la nostra specie si è evoluta da altri, più primitivi, ominidi. Gli scienziati non capiscono perché questo nuovo tipo umano improvvisamente apparve, o come il cambiamento avvenne, ma siamo in grado di rintracciare i nostri geni sino ad una sola donna, che è nota come “Eva mitocondriale”.
Eva mitocondriale (mt-MRCA) è il nome dato dai ricercatori alla donna che è definita come l’antenato comune matrilineare più recente (MRCA) per tutti gli esseri umani attualmente viventi. Tramandato da madre a figlio, tutto il DNA mitocondriale (mtDNA) in ogni persona vivente è derivato da questo individuo di sesso femminile. Eva mitocondriale è la controparte femminile di Adamo Y-cromosomico, l’antenato comune patrilineare più recente, pur vivendo in tempi diversi.
Si crede che Eva mitocondriale sia vissuta tra 150000 a 250000 anni a.C., probabilmente in Africa orientale, nella regione della Tanzania e delle zone immediatamente a sud e ad ovest. Gli scienziati ipotizzano che vivesse in una popolazione di forse 4000-5000 femmine, in grado di produrre prole in un dato momento. Se altre femmine avevano prole con cambiamenti evolutivi del loro DNA, non abbiamo alcuna registrazione della loro sopravvivenza. Sembra che siamo tutti discendenti di questa femmina umana.
Eva mitocondriale sarebbe stata pressoché contemporanea deli esseri umani i cui fossili sono stati rinvenuti in Etiopia, nei pressi del fiume Omo e di Hertho. Eva mitocondriale visse molto prima dell’emigrazione dall’Africa, che potrebbe essersi verificata tra 60000 e 95000 anni fa.

Potrebbe essere questa una coincidenza?
La storia antica sumera descrive l’antica metropoli e i suoi abitanti!
Sarò onesto con voi. Questa parte successiva della storia è difficile da scrivere. È così sconvolgente che la persona media non ci vuole credere. Se siete come me, vi consiglio di fare la ricerca voi stessi, e prendervi del tempo per permettere ai fatti di stabilirsi nella vostra mente.
Ci hanno spesso fatto credere che la nostra storia conosciuta comincia con gli egiziani – i Faraoni e le piramidi. Le dinastie più antiche risalgono a circa 3200 anni a.C. Si tratta di tanto tempo fa. Ma la civiltà sumera, in quello che oggi è l’Iraq, è molto più antica. Inoltre, abbiamo tradotto molte delle loro tavolette di storia, scritte in caratteri cuneiformi e in scritture precedenti, in modo da sapere molto sulla loro storia e leggende.
L’immagine del sigillo raffigura la leggenda del “Grande Diluvio”, che consuma l’umanità. Molte leggende sumere sono sorprendentemente simili alla Genesi. Come la Genesi, la leggenda sumera Atrahasis racconta la storia della creazione degli esseri umani moderni, non da un Dio d’amore, ma da esseri provenienti da un altro pianeta, che avevano bisogno di “lavoratori schiavi”, per aiutarli a lavorare nelle miniere d’oro per la loro spedizione extra-planetario!
Ho avvertito che questo è difficile da credere, ma per favore continuate a leggere.

Chi ha fatto la metropoli? Perché?
Questa storia, la Atrahasis, proviene da un’antica versione babilonese che risale circa al 1700 a.C., ma deriva certamente da più antichi testi dei Sumeri. Essa combina i motivi familiari sumeri della creazione del genere umano e del conseguente diluvio – proprio come la Genesi.
La storia inizia con gli “dèi” – esseri provenienti da un pianeta chiamato Nibiru – che scavano fossati e miniere per l’oro, come parte di una squadra di spedizione. I moderni esseri umani (homo sapiens) non esistevano ancora; solo ominidi primitivi vivevano sulla Terra. C’erano due gruppi di “divinità”, la classe dei lavoratori e la classe dirigente (cioè gli ufficiali). Gli dèi lavoratori avevano costruito le infrastrutture come pure lavoravano nelle miniere d’oro e, dopo migliaia d’anni, il lavoro era apparentemente troppo per loro.

Gli dèi dovevano scavare i canali
Dovevano tenere puliti i canali,
le arterie vitali della terra,
Gli dèi scavarono il letto del fiume Tigri
E poi hanno quello dell’Eufrate.
– (Dalley 9, Atrahasis)

Dopo 3600 anni di questo lavoro, gli dèi finalmente cominciarono a lamentarsi. Decisero di scendere in sciopero, bruciando i loro strumenti e circondando la “dimora” del dio principale Enlil (il suo tempio). Il ministro di Enlil, Nusku, scosse Enlil dal letto e l’avvisò che la folla inferocita stava fuori. Enlil rimase spaventato. (Il suo volto è descritto: “olivastro come un tamerice”). Il ministrò Nusku consigliò Enlil di chiamare gli altri grandi dèi, soprattutto Anu (Dio del cielo) e Enki (il dio intelligente delle acque dolci). Anu consigliò ad Enlil di scoprire chi fosse il capo della ribellione. Mandarono Nusku fuori per chiedere alla folla delle divinità chi fosse il loro leader. La folla rispose: “Ciascuno di noi dèi vi ha dichiarato guerra!” (Dalley 12, Atrahasis).
Poiché la classe superiore degli dèi ora vedeva che il lavoro degli dèi di classe inferiore “era troppo difficile”, decisero di sacrificare uno dei ribelli per il bene di tutti. Essi avrebbero preso un solo Dio, l’avrebbero ucciso e ne avrebbero fatto il genere umano, mescolando la carne e il sangue del dio con l’argilla:
Belit-ili, la dea del grembo materno, è presente,
Lasciate che la dea del grembo materno crei la sua prole,
E lasciate che l’uomo sopporti il carico degli dei!
(Dalley 14-15, Atrahasis)

Dopo che Enki li istruì sui rituali di purificazione per il primo, settimo e quindicesimo giorno d’ogni mese, gli dèi uccisero Geshtu-e, “un dio che aveva l’intelligenza” (il suo nome significa “orecchio” o “saggezza”) e formarono l’umanità dal suo sangue e dalla creta. Dopo che la dea della nascita mescolò l’argilla, tutti gli dèi si raccolsero intorno e sputarono su di esso. Poi Enki e la dea dell’utero presero l’argilla e la portarono nella “stanza del destino”, dove si riunirono tutte le dee del grembo materno.

Egli [Enki] calpestò l’argilla in presenza di lei;
Lei continuava a recitare un incantesimo,
Perché Enki, soggiornando in sua presenza, l’aveva obbligata a recitarlo.
Quando ebbe finito il suo incantesimo,
Estrasse quattordici pezzi d’argilla,
E mise sette pezzi a destra,
Sette a sinistra.
Tra di essi depose un mattone di fango
. (Dalley 16, Atrahasis)

La creazione dell’uomo sembra essere descritta come una specie di clonazione o di quella che noi oggi chiamiamo fecondazione in vitro.
Il risultato fu un ibrido o “umano evoluto”, con maggiore intelligenza, che potesse svolgere le funzioni fisiche degli dèi lavoratori e anche prendersi cura delle esigenze di tutti gli dèi.
Ci viene detto, in altri testi, che la spedizione è venuta per l’oro, e che grandi quantità sono state estratte e spedite fuori del pianeta. La comunità in Sud Africa era chiamata “Abzu” ed era la posizione privilegiata delle operazioni minerarie.
Poiché questi eventi sembrano coincidere con le date di “Eva mitocondriale” (vale a dire dal 150000 al 250000 a.C.) e sembrano essere situati nella regione delle più ricche miniere d’oro del pianeta (Abzu), alcuni ricercatori pensano che le leggende sumere possano, infatti, essere basate su avvenimenti storici.
Secondo gli stessi testi, una volta conclusa la spedizione mineraria, fu deciso che la popolazione umana dovrebbe essere lasciata perire in un diluvio che era stato previsto dal astronomi degli “dèi”. A quanto pare, il passaggio ciclico del pianeta natale degli dèi, Nibiru, stava per portarlo abbastanza vicino all’orbita della Terra e la sua gravità avrebbe provocato una risalita (marea) degli oceani a inondare la terra, mettendo fine alla specie ibrida – homo sapiens.
Secondo la storia, uno degli “dèi” aveva simpatia per un essere umano particolare, Zuisudra, e lo avvertì di costruire una barca per cavalcare l’onda del diluvio. Questo divenne la base per la storia di Noè nel libro della Genesi. Fu un fatto veramente accaduto? L’unica altra spiegazione è immaginare che le leggende sumere, che parlano della vita su altri pianeti e della clonazione umana, fossero straordinarie creazioni di fantascienza. Questo sarebbe di per sé sorprendente. Ma ora abbiamo la prova che la città mineraria, Abzu, è reale e che esisteva nella stessa epoca dell’improvvisa evoluzione degli ominidi a homo sapiens.

Abbastanza da darci da pensare per un po’.

Autore: Dan Eden

 

 

 

 

 

Capodanno in Arkansas

Pubblicato: gennaio 6, 2011 in Gusto Toscano

Mentre festeggiavamo il capodanno tranquilli tranquilli in Italia nell’Arkansas non troppo distante dalla casa natale di Bill Clinton avveniva una moria inspiegabile di pesci e merli impressionante dal gran numero di vittime coinvolte…

Non parlo di poche centinaia di morti ma di una stima che si attesta fra i 5000 e i 6000 merli morti stecchiti e l’approssimarsi di circa 100 000 pesci tamburo riversi a pancia in su nel fiume Arkansas, va detto che la distanza fra i due episodi è di circa 200 Km ma rimane pur sempre un mistero per molteplici motivi, il primo come mai solo delle specie specifiche siano state uccise senza aver intaccato nessun altra specie della zona, la seconda sono le cause che possono aver portato a queste morti, sembrano numero troppo elevati per aver a che fare con la mano umana o della coincidenza.

In attesa di sapere sviluppi vi lascio i link al servizio giornalisto fatto su rai3.

RAI3.

Servizio Americano.

 

 

New York!

Pubblicato: novembre 5, 2010 in Gusto Toscano

Dopo mesi di preparazione sembra essere arrivato il gran giorno, il 29 di novembre parto alla volta degli States con tante idee molto ottimismo e infinita incertezza su quello che sarò in grado di realizzare, partire col sorriso sulle labbra è doveroso, si tratta pur sempre di un opportunità, me lo ripeto tutti i giorni, anche se nel profondo mettersi cosi in discussione non è semplice…

Rinuncio volentieri al mio lavoro,personalmente mi è solo servito, è stato solo un mezzo per poter iniziare un qualcosa che potesse appagarmi di più. Rinuncio ancora più volentieri al mio paese, ho 30 anni e l’unica cosa che sento quando dico di essere italiano si chiama vergogna. Rinuncio alla sicurezza di una famiglia che con i suoi pregi e difetti mi è sempre stata accanto e provo a costruirne una propria, dove naturalmente ci saranno altri pregi e moltissimi difetti.

Per la prima volta metto alla prova le amicizie, spero che non mutino che rimangano stabili, che ci sia da parlare, da ridere e scherzare come è stato in tutti questi anni…

Non so nulla del mio futuro ma lo accetto, ci sorrido e spero di essere all’altezza della sfida che mi proporrà nei giorni a venire.

Energia e volontà non mi son mai mancate e non vedo l’ora di scoprire quanto potenziale io possa esprimere.

 

 

 

 

 

 

 

Questa macchina?

Pubblicato: novembre 2, 2010 in Opinione

Cosa dire, vista la nascitura in arrivo e il progetto che sta prendendo forma, sembra essere arrivato il momento di rottamare la vecchia TT per prendere qualcosa di piu adatto a questi 6 mesi che mi si prospettano davanti, naturalmente i requisiti che fino a poco tempo fa reputavo futili…( consumi posti costi generali) adesso la dettano da padrone sul modello che dovro scegliere.

Quindi la mia idea attuale si definisce bene in 2 fasi;

A) Vendere la vecchia e gloriosa TT su una cifra che si aggira ai 20000 dindi, e riutilizzare massimo 2000 euro per l’acquisto di un rottame piccolo e vecchio.

B) Con il rottame tirare avanti fino a maggio giugno 2011 ignorando tagliandi cambi di gomme e quant’altro ( e sopratutto il bollo che non pagherò assolutamente).

Si accettano proposte interessanti ed economiche va bene la macchina del nonno deceduto, dello zio del bisnonno purchè abbia costi di gestione paragonabili ad un criceto casalingo.

P.s.  ho messo l’annuncio del TT su autoscout con foto e descrizione fatelo girare..GAMBA MOBILE!

 

Settimana alla Caselle …il ritorno!

Pubblicato: ottobre 26, 2010 in Le Caselle.

Ecco in anteprima, le ultime news sul fronte del famoso autista scomparso ( vedi post precedente).

Sabato si è presentato un tipico emigrante italiano della bassa, classico 50 enne pelato, basso, grasso, con vari orecchini e pantaloni strappati, il classico Rom ma con la valigia di cartone ( simbolo indiscusso dell’italianita reale dell’elemento). Verso le 15  lo ho notato con il camion in moto che si preparava a partire dal piazzale!! a questo punto ho fatto scattare il blitz, entro a tavoletta nel parcheggio scendo rapidamente dall auto e riporto allo zingaro le preoccupazioni relative all’uso indiscriminato del mio parcheggio da parte sua e della relativa indagine in corso dei carabinieri rivolta alla sua ditta attualmente irrintracciabile.

Lo sventurato mi risponde che lui è il proprietario della ditta e che non sapeva nulla di dove fosse il suo camion , che i suoi dipendenti lo hanno abbandonato al locale in attesa che lui passasse a prenderlo quando sarebbe rientrato dalla Germania, purtroppo non immaginava che i suoi tirapiedi (2 slavi imprecisati) abbandonassero il tutto senza prima lasciare indicazioni ai custodi del parcheggio..mi ha fatto le sue scuse ed è ripartito alla volta del Paesiello…

Come sempre sgomento e rabbia e la speranza di emigrare a mia volta il prima possibile.

 

 

 

La settimana alle Caselle.

Pubblicato: ottobre 18, 2010 in Le Caselle.

Questa settimana nulla di cosi eccessivamente particolare tranne 2 episodi abbastanza penosi.

Passiamo prima ai dolori quotidiani, è circa 2 settimane che nel piazzale del ristorante è parcheggiato un camion chiuso a chiave con le tendine tirate, cosi che non si vede l’interno.

Siccome non è raro che il camionista schianti dentro al suo camion per attacchi cardiaci e affini, preoccupato ho allertato i carabinieri che hanno subito messo in moto il loro apparato investigativo, dalle indagini sulle targhe mi hanno prontamente informato che il camion è stato comprato il 30 di settembre per 30000 euro da una societa di Corigliano Calabro e che sfortunatamente dalle indagini da loro svolte non sono riusciti a risalire a nessun eventuale personaggio legato alla ditta di trasporti. A tal fine i gendarmi aretini si sono messi in contatto con la caserma dei colleghi di Corigliano e hanno domandato notizie sulla fantomatica società, ma purtroppo gli stessi carabinieri di Corigliano dopo aver fatto un sopralluogo nel luogo dove è indicata la ragione sociale della fantomatica azienda non hanno trovato nulla che facesse pensare ad una ditta di autotrasporti.

Ad ora non so se il camion sia stato usato per un trasporto di qualcosa di illegale, oppure se il proprietario dello stesso giacia morto dentro allo stesso nel mio piazzale…vi terro informati..

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Secondo episodio, domenica mattina come sempre verso le 7 arrivo al locale per organizzare le colazioni degli ospiti del Grand Hotel Badicortino, dall interno del locale noto fuori dalla porta un autista che si ferma spesso da noi e di vista conosco, cosi visto che gira intorno alla porta di ingresso del ristorante decido di aprirgli e di vedere di cosa avesse bisogno. Premetto che sono le 7 di mattina non dimenticatelo….aperta la porta senza nemmeno dirmi nulla si fionda dentro e mi dice che gli devo cambiare 50 euro in moneta perche ha buttato 400 euro il giorno prima nelle slot e adesso vuole riprenderli…io un po’ spaesato ma malignamente soddisfatto gli rispondo che non ho le chiavi della cassa ( non vero ) e che se vuole giocare non ci sono problemi ma che non posso cambiargli i soldi prima di mezzogiorno quando arrivano i veri responsabili (adoro spacciarmi per dipendente ).

Il super Coglione allora ha iniziato a fare un pellegrinaggio fra gli autisti in partenza nel piazzale e gli ospiti che scendevano a fare colazione sperando di trovare qualcuno che potesse dargli un po’ di moneta per i giochi virtuali.Alla fine dalle 8 alle 11 ci ha lasciato altri 200 euro poi è salito sul camion ed è partito mentre da ogni muro del locale risuonavano grida di giubilo e allegria.

La morale è che se sei un coglione è giusto che ne paghi le conseguenze, le informazioni e le capacità per evitare situazioni scabrose le abbiamo tutti, basta con il buonismo e la compassione perche un povero idiota che butta 600 euro in 2 giorni in un tritaborsello come le slot deve solo prendersi del sano IMBECILLE…….quindi…..

IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE!

IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE! IMBECILLE!

Regalo Egiziano.

Pubblicato: ottobre 12, 2010 in Opinione

Premetto che non sono mai stato particolarmente fiero di essere italiano, fossi nato in pieno rinascimento o in epoche precedenti sicuramente avrei avuto un altra visione della realtà del mio paese ma il 900 è stato sicuramente devastante sotto ogni punto di vista per il Belpaese.

Tralascio i soliti problemi che tutti conosciamo ( finanza,economia,previdenza sociale,sanità, mafia,infrastrutture,istruzione,meridione,tasse,leggi,sicurezza,immigrazione,politica ecc ecc.) dovrei scrivere monologhi per ognuno di essi.

La cosa su cui ho voglia di postare oggi è questa: In Egitto è stata fatta una canzone con relativo video dove viene deliberatamente preso per il culo il Belpaese e il suo attuale leader politico (nulla da dire a riguardo), adesso chiediamoci un po tutti assieme, ma se la popolazione Egiziana si prende la briga di schernire e deridere il nostro paese, ma a che livello siamo? 3 mondo?

 

Ma pensa sti cazzoni muoiono di fame, si vendono le figlie per un cammello e tanto ragionevolmente ci prendono per il culo…..la cosa triste è che tutti i torti non li hanno.

Anteprima Tuscan Taste!!

Pubblicato: ottobre 8, 2010 in Tuscan Taste

Con estremo piacere ed immenso orgoglio pubblico la Beta del video del progetto Americano.

E’ un Beta da rifinire e solo i veri amici lo gusteranno in anteprima, non sharate o pubblicatelo , non ancora almeno 🙂 .

P.S. basta cliccare sul logo Tuscan.

Stato quanto mi rubi?

Pubblicato: ottobre 4, 2010 in Opinione

Vi siete mai chiesti quale sia la vera pressione fiscale sul contribuente italiano?

Dati alla mano, visto che ormai gli organi che dovrebbero darci queste risposte sono pressocchè ingabbiati fra politica e potere ho il triste dovere di rispondere personalmente a questa domanda avvalendomi della ricerca fatta dalla CGIA di Mestre un associazione che è libera dai vincoli precedentemente citati.

Riferito al 2009 la pressione fiscale è stata del 52% e ripeto, non lo dice il Gamba ma una ricerca seria fatta da un istituto serio che ha avuto modo di poter verificare la reale pressione fiscale consultando le cartelle esattoriali dei suoi molti associati.

Traduco meglio, lasciando stare i calcoli fatti sul denaro tassato preferisco prendere in esame il fattore tempo, in parole molto povere e grette questa pressione fa si che ogni contribuente lavori più di 6 mesi per pagare il suo debito con la nazione, che in cambio, naturalmente offre : istruzione scadente e pilotata, strade poco sicure e spesso inagibili , sanità con sempre meno risorse, controllo del territorio assente sopratutto dove invece dovrebbe esserci, tutela degli anziani e invalidi affidata a associazioni di volontariato, servizi per il cittadino lenti e tortuosi e una burocrazia inutile e infruttuosa, oltre a varie altre pecche su cui non voglio dilungarmi.

Ogni lavoratore perde più di 6 mesi del proprio tempo a saldare i suoi debiti con l’erario, qui non si parla di alcune categorie ma di ogni tipo di lavoratore, non lotta di classe o altro, questo dato dovrebbe unire i lavoratori sotto un unica bandiera e far si che uniti si schierassero compatti verso il vero problema, piuttosto che dividersi fra operai e imprenditori a darsi battaglia.

Il vero problema non sono le categorie dei lavoratori ma chi le governa, aprite gli occhi.